Terzo giorno al mare -lo stafilococco

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Quelle strane macchiette sulle faccia dei miei figli, che si trasformavano in ferita aperta, presenti da qualche giorno mi convincevano poco. Ero convinta di farle passare con la mia crema cicatrizzante ma non solo non si sono fermate ma sono addirittura aumentate. Quindi, intanto che cerchiamo un pediatra in zona vado in farmacia col grande.

Bongiorno Sig farmacista, le chiederei un consiglio per queste macchiette.

Mi tiene un corso di infezioni batteriche tenendomi venti minuti incollata al bancone, mentre dietro di me si forma una fila lunghissima di clienti. Il grande scalpita per uscire mentre l’anziano farmacista mi spiega la temperatura ideale per la proliferazione di questo batterio. Mi parla di urinocoltura e di lavare gli asciugamani col napisan, mi raccomando, e poi le consiglio il Fucidin. Pur nella sua meticolositá e grande scrupolo nell’occuparsi del mio caso mi è stato sui coglioni fin da subito, quindi l’ho liquidato con…

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Primo giorno al mare – Spess

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(In primis volevo congraturlarmi con me stessa per essere riuscita a far stare in due miny trolley e uno medio tutti i bagagli per una settimana, pinne, maschere e secchielli compresi. Ho scoperto l’anno scorso, mio malgrado, che il trolley dedicato ai pantaloni lunghi e pile al Sud in agosto non servono. Ma la milanese in vacanza ci doveva sbattere la testa per capirlo).

La prima problematica dell’italiano medio che va in vacanza col treno è che, automaticamente, almeno il cinquanta per cento sbaglia posto è ha da dire, il trenta sbaglia carrozza e ha da dire e l’ultimo venti sale sulla carrozza giusta ma dalla parte opposta del suo posto, vorrebbe essere una palla da bowling in quel momento visto la quantitá di gente in fila per sedersi, e, nonostante l’avere torto marcio, anche questo ha ancora da dire.

I ragazzi si sono “agitati” prima di partire, sul primo…

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Ferragosto 

La ragazza che pedala

E lo so che per ferragosto dovrei portarti al mare,a guardare i fuochi d’artificio e starcene in mezzo ad altre mille persone che fanno finta di amarsi solamente perché è estate…

ma dentro le regole ci sto sempre un po’ stretta, quindi io porto la Luna ed una bottiglia di vino,

tu porta un sacchetto di baci e tutte quelle parole che dentro i 160 caratteri di un messaggio non c’entrano mai.

E saremo estate.

E saremo inverno quando il Cielo ci cadrà addosso con tutte le sue stelle, tanto da doverci abbracciare stretti.

E saremo autunno quando gli occhi scricchioleranno per i troppi sogni trattenuti

… e sarà primavera quando ce ne staremo con due caffè in un bicchiere di cartone, preso in qualche bar sperduto, con la saracinesca ancora aperta a metà.

Allora, se ti va

parcheggiamo in qualsiasi punto del Mondo,

a sognare di fare il…

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Casa …vista da Roberto 

La ragazza che pedala

Quando a diciannove anni, come ho fatto io, decidi di andare via di casa, sai alcune cose.Sai che la vita è dura, che indipendenza e libertà sono legate l’una all’altra ma che non sempre riescono a indirizzarsi sulla stessa traiettoria.

Sai che ci sarà un affitto, delle bollette da pagare, lavori di qualche mese (tanti) e poche certezze.

Impari subito che il lavoro dei tuoi sogni esiste, ma che spesso non è abbastanza remunerativo per poterci vivere. Allora fai altro, altri lavori, altre cose. Ma intanto il tempo passa e divora un po’ dei sogni che ti eri messo in tasca da giovane, quando sei partito.

È così che funziona. Una nuova città, poi un’altra ancora, la casa, il primo incidente, una constatazione amichevole, le utenze che improvvisamente portano il tuo nome, una dichiarazione di reddito, un atto notarile, gli amici, un cane, le fregature, i viaggi, l’amore.

Un…

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…da: il pensiero nel cuore 

La ragazza che pedala

Anch’io vorrei credere alle fiabe, e al per sempre insieme alla persona con cui proseguire il viaggio.Anzi, io ci credo; perché sono convinto che per ogni parola esistente nella lingua italiana ci sia il corrispettivo nella realtà. E quindi credo alle favole, ai draghi, alle principesse, alla magia, a Dio, all’amore, ai miracoli, agli abbracci, alle carezze, ai baci sul collo, al caffè la mattina, agli UFO, alla musica, al bene che vince sul male, alle ferite che si cicatrizzano, alla sincerità che trionfa sull’ipocrisia; credo alle fate, ai sorrisi che salvano e contagiano vita, al mio cane che gioca con il mio gatto, alla luna che parla, al mare che mi ascolta, alle sue onde che cullano pensieri e si fondono con le anime simili; credo ai battiti del cuore che si uniscono e scandiscono lo stesso tempo, al profumo del vento, al sole che sorride, all’estate che non…

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L’appuntamento

cuoreruotante

Fa un caldo pazzesco, la mia pressione è ai minimi storici, ma non potevo assolutamente rimandare. È  troppo importante.

All’interno i condizionatori cercano di fare del loro meglio, le  persone compensavano sventolando delle riviste.

Aspetto il mio turno.

L’attesa ha diverse sfaccettature, ma io non riesco a trovarne una sola di positiva. Se si può perdere tutto in un secondo, é così sbagliato volere tutto subito? Ci si adegua, la vita te lo impone, ma, a volte, è veramente sfiancante.

Ci guardiamo, il tuo sguardo è spesso più insistente e confuso.
Un po’ lo reggo, poi devio il  mio.

È sempre così e sorridere non è facile. Ci provo, a volte ci provo.
Non è facile fare finta di nulla.
Siamo lì per lo stesso dannato motivo, eppure la tua domanda è sempre la stessa.
Aspettiamo.
Il tuo sguardo è sempre turbato.
Poi chiamano il mio nome.
La tua espressione…

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Sesto giorno in montagna – il cielo

girati

Non sempre le cose vanno come vorresti che andassero, ma forse vanno come in effetti dovrebbero andare, specie quando in mezzo c’è tanto amore ma anche tanta tanta sofferenza.

I miei racconti montani finiscono così: quando inerpicandomi, ho guardato il cielo e forse avevo già capito tutto ancora prima che me lo dicessero.

Ti ricorderò per sempre così caro cognato, come un uccello finalmente libero di volare dopo tanti anni in gabbia.

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