memoria

e se non restasse traccia di noi? sarebbe la punizione più appropriata per una umanità che tiene principalmente alla propria sorte individuale e, forse, a quella dei propri cari. milioni di selfie svaniranno, il digitale non ha una durata certa. e chissà gli e-book. e la musica. la memoria è legata a un’esperienza. un’esperienza è tattile, è […]

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Sesto giorno al mare

girati

“Spisa al cul, tempo mul”, pare dicano i veneti, e infatti stamattina, pur arrivando una vivida luce dalla serranda, mi sentivo, come dire, “infastidita” lá dove non batte il sole.

Bella la serranda cosí, ispirava mare, sole, giochi in spiaggia, vento tra i capelli e gelato al volo.

No, non volevo tirarla su nonostante sapessi che le previsioni fossero tutto il contrario di quello per cui io ambivo: una perfetta giornata di sole.

E invece, gnec gneeec gneeeec, quel rumore stridulo da porta di film dell’orrore che non proveniva altro che dalla mia tapparella databile alla nascita del popolo piceno, mi confermava ( sigh e sob) le maledette previsioni.

E mo che faccio?

Erano le 7.20, penso quindi di riposarmi ancora un attimo tanto la colazione la servono, bada ben bada ben bada ben, fino alle 9.30.

Quell’attimo è durato quasi due ore, i piccoli si stavano svegliando in quel…

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per caso su feisbuc guardo con terrore a twitter

bibolottymoments

mi ero dimenticata di aver richiesto l’attivazione automatica di FB e mi son trovata la casella di posta piena zeppa di e mail di bentornata di amici che da qui bacio e ringrazio del caloroso saluto. non torno, no, non ancora.

poi ho dato un’occhiata a twitter, e quello sì mi ha fatto accapponare la pelle che nemmeno l’idea di fidanzarmi col più figo del liceo.

ci sono ancora persone che si dichiarano “twitstar”, e si raccontano pure, come se a qualcuno interessasse della loro vita passata col culo al caldo. segretarie amministrative di non so dove che si fotografano a cosce larghe sulla sedia da lavoro e che poi dichiarano: le persone vorrebbero essere tutte come me.

azzo.

l’Isis distrugge mezzo capitale culturale dell’umanità ma loro pensano all’importanza di essere twitstar.

l’Italia è in balia dei democristiani e loro si beano di essere una twitstar.

c’è chi è andato e tornato dallo spazio e loro danno valore aggiunto…

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L’asso.

17 e 17

Mio padre disse che i genitori si godono davvero i figli all’età che avevo io allora, poi calò l’asso di coppe e a mia madre la mossa non piacque. Si frugò tra le carte e sbuffò. Mi diede uno sguardo che io ricambiai senza slancio e disse che aveva perso, quindi raccolse le carte a mazzo per fare un’altra mano. Mio padre rise sguaiatamente. Adorava umiliarla. Nel gioco come in tutto il resto. Ma non ci faceva caso nessuno. Fare caso era da maleducati. E poi loro sorridevano sempre durante quelle partite.

La mia non era un’età che prendevi e te ne uscivi sbattendo la porta. Quello lo faceva mio fratello. La mia era un’età che, al massimo, ti rifugiavi in camera tua, ma poteva venire chiunque, in qualunque momento, a stanarti come un ragno dentro un buco. E tu dovevi uscire, uscire rapidamente, complice di un richiamo che non…

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Con le dita

bibolottymoments

qualcuno mi ha domandato come mai in Justine 2.0 preciso che aveva unghie corte e mai smaltate di rosso. nessuno vi ha detto dove infilare le dita?
o forse pensate che soltanto i maschi abbiano il dovere di farlo? o i poveretti non sono dotati di orifizi o siete così pigre e schifiltose da lasciar fare tutto a loro. la seconda ipotesi mi pare la più plausibile.

comunque, gli amici mi hanno detto che il massimo cui arrivate son lavori di bocca un po’ volgari accompagnati da pornografici mugolii e unghie che risuonano come nacchere attorno al loro arnese. che brutta fama!, che brutta nomea! ma credetemi che con unghie così lunghe non andrete da nessuna parte, e se ci andrete, sponsorizzandovi come esperte, sarà al circo.

continuo a non capire come con una mano scriviate post indignandovi della condizione cui ancora siamo ridotte, alle quote rosa per intenderci, e…

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il bacio che fa male

bibolottymoments

è quello estivo che s’interrompe un giorno senza preavviso, quando trovi il suo posto rulotte improvvisamente vuoto, unici ricordi alcuni picchetti sbeccati.
il bacio che fa male è quello che credi per sempre nell’illusione dei tredici anni, quello che immagini il più bello perché è il primo, perché ancora non conosci la voracità del maschio, il suo egoismo, l’istinto che prevale sulla ragione, che non vede in quei tredici anni un buon motivo per lasciar stare.

avevo tredici anni quando D. mi condusse sulla spiaggia.
la sua bellezza di ragazzotto biondo e muscoloso mi fece dimenticare la sua età, la mia generosità prevalse sulla paura, così mi ritrovai da sola nel buio della pineta infine trovato con l’insistenza di lui che non avevo fermato.
così mi ritrovai puttana a tredici anni nonostante non avessi colpe.
poi seppi che due su tre hanno subìto la mia stessa violenza e l’hanno scambiata…

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