Una storia senza tempo, senza spazio, senza età.

Lui era un ragazzo posato, per educazione o per inibizione, lei spigliata, mascolina.

Lui più grande, lei più piccola, quell’età in cui non si è ancora donne, ma femmina lo si vedeva, lui lo vedeva.
Si incontrarono una domenica mattina, tanta gente in piazza, a gruppi, racconti, battibecchi, gente a passeggio, la folla che urla.
Un gruppo di amici che cammina, lei sola di fronte, viene urtata da una ragazza del gruppo: spostati! Dice costei. Lo disse male, lui ci rimase male, al punto di lasciare il suo gruppo e andarle incontro.
Ciao, ciao, scusala, capita passeggiando in piazza.
Non scuso, nessuno, ma grazie per il pensiero.
Si accorse, lui, in quel momento, di aver abbandonato il gruppo per rivolgersi a lei, senza imbarazzo, che un po’ provava adesso per la risposta dura di lei.
Sorrideva, in jeans, passo deciso, che fai, come ti chiami, vediamoci, mi fa piacere vederti.
Incontri volutamente casuali, argomenti i più disparati, discorsi a metà, incipit di lei, tentativi di sviluppo di lui, sorriso, stop, doccia fredda e ciao ci vediamo.
La giovane età avrebbe richiesto più che un confronto verbale, un rincorrersi su un prato, con finte di lei e guizzi di lui.
Ma su un prato non ci andarono mai, strade casuali in paese, lui aveva imparato i suoi orari, lei che le si sarebbe parato davanti.
Così l’incontro, a volte, casualmente, avveniva.
Pochi passi, rapidi, poche parole, devo andare, non passare più di qui.
Iniziò la scuola, orari diversi, percorsi diversi, restava la domenica per incontrarsi per caso.
Se vuoi posso darti una mano a fare i compiti, non sono stupida, faccio da me, capiterà un’altra domenica.
Sette giorni sono 36.288.000 secondi, avete presente quanti battiti di cuore sono? Troppi.
Uscì prima da scuola, andò verso la sua per favorire la casualità.
Non gradì, gli sorrise per non fargli pesare evita di venire qui.
Matematica aveva le ultime due ore anche il venerdì, ed era di nuovo assente, qualche milione di battiti era passato.
Le amiche di lei lo videro sulla panchina di fronte all’uscita, cominciarono a prenderla in giro, guarda chi c’è lì.
Un attimo prima che suonasse la campanella lei uscì, corse verso di lui, non voglio vederti più.
Ma….ciao.
La vide allontanarsi con le sue amiche e la domenica si ignoravano volutamente in piazza, ma guai se qualcuno dovesse provare ad urtarla.