I miei genitori 

La ragazza che pedala

Non li sopporto più.
 Brutto a dirsi ma a volte lo penso davvero. Ultimamente non sopporto più nessuno.
 Non sopporto il mio lavoro. 
Per non parlare dei clienti, sempre le stesse domande, sempre con il sorriso anche quando hai i tuoi cazzi per la testa. Non sopporto i miei titolari. Si lavora come somari e mai che ti senti dire un “brava”.
Ma ciò che più mi da fastidio non ha nulla a che fare con lavoro o ciò che gli gira attorno.
 Credo che sia molto peggio.
 Vivo in una casa formata da due appartamenti.
 Uno mio.
 L’altro dei miei. 
Questione di metri. E muri.
 I muri sono come spugne, assorbono tutto. Le risate e i litigi.
 Di risate ne hanno sentite poche.
 Di urla parecchie.
Anche adesso, mentre scrivo.
 Sono a metà della mia vita e sinceramente nulla è come avrei voluto che fosse.
 Il mio matrimonio è diventato la…

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