che cosa farai da grande?

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“che cosa farai da grande?”, le domanda la ragazza grassa e tatuata.
“che ne so” risponde la segaligna in short masticando una gomma, “intanto vediamo sì c’arivo”, aggiunge.
ridono.
poi ci ripensa: “ci stanno i talent, o me metto a scrive”, propone mentre il bus la sbalza dal sedile per quanto è magra.

penso non siano passati poi tantissimi anni da quando avevo la sua età.
penso anche che qualche idea in più sul mio futuro allora ce l’avessi.
che l’aria fosse la stessa non ci sono dubbi, quella di fine scuola, di resa dei conti ma anche di estate. e di baci.

che la popolarità e l’auto affermazione diventasse l’unica ragione di vita, invece, non l’avrei mai detto.
colpa della televisione.
della mancanza di cultura.
dell’idea che a essere celebri ci si guadagni.
Gary racconta che Marilyn una volta si pisciò addosso. era a cena all’Ambasciata francese.
le stelle…

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natura

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ieri pomeriggio, al termine di una giornata caldissima, è venuto giù un bell’acquazzone preceduto da lampi e tuoni potentissimi. dopo avere messo fuori un secchio per raccogliere acqua piovana, ottima per gatte e piante ho sentito un fischio acuto che poteva essere un allarme. ho cercato di capire da dove provenisse finché ho visto un merlo sull’albero in giardino: su di un ramo tra i più alti, con il becco all’insù, godeva dell’insperato dono del cielo e scuoteva il capino inzuppato d’acqua piovana. poi ha continuato, gorgheggiando, a godere.
infine, le lucciole, hanno invaso il mio giardino lampeggiando messaggi d’amore.
mi piace pensare che, nonostante noi, genere di animali intelligenti, la natura continui indisturbata il proprio corso.

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mi si nota di più se non ci sono

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il meccanismo dell’amicizia social è chiaro: finché ci sei, esisti.

poi qualcuno mi ha anche raggiunta di qua. fuori, off line. ma una manciata microscopica di persone. altre mi hanno scritto preoccupate e poi, rassicurate, si sono eclissate tra i post di FB.
la cosa più triste? che di tutti quelli che scrivevano commenti e e-mail sulla mia validità di scrittrice e amica e presenza confortante, ed erano un numero non proprio esiguo, non abbiano mai sentito il bisogno di venire qui fuori a leggermi, commentarmi, condividermi.
perché il 2.0 è tutta una menzogna.
perché la memoria non esercitata si perde.
perché il 2.0 è un po’ come l’eroina, finché ci si fa insieme siamo amici.
per fortuna lo sapevo già. averne la riprova serve a voi che ci state dentro.

comunque mi stanno telefonando alcuni amici famosi, quelli che per un paio di appuntamenti promettono note di copertina. mai…

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chissà perché sottovalutate il bacio

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sono mesi che tutti i giornali e i blog e i post e i tweet, riprendono la notizia, data da me mesi e mesi fa anche su Radio Kalashnikov (Radiopopolare Roma, dove ogni martedì dalle 21.00 raccontiamo facezie su editoria e sesso) e qui: https://bibolottymoments.wordpress.com/2014/10/09/illuminazione-e-orgasmo/: che il punto G non esiste e non esiste l’orgasmo vaginale.
bene.
ottimo.
perfetto.

ora, c’è proprio bisogno di riprendere la notizia in tutte le salse del mondo senza aggiungervi nulla?
perché non parlare, invece, di quanto sia utile imparare a baciare per saper poi “leccare”?
così m’insegnò un Master esperto e mai ho dimenticato.
vuoi veramente fare impazzire gli uomini?, mi chiese.
vuoi sul serio farti dare mance generosissime e renderli schiavi?
ovviamente sì, risposi.

allora mi guardò negli occhi-avevo quindici anni e all’amore ci credevo meno di oggi-, mi accarezzò il viso e poi m’infilò la sua lingua dura in bocca, a lungo…

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